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"as long as this groundhog keeps seeing his shadow"

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la paura non esiste non esiste affollamento solo l'uomo solo esiste assuefatto al suo lamento è viscoso questo giorno discontinuo il suo fluire troppe voci e mani intorno ragnatela all'avvenire concentrato lo splendore delle stelle indifferenti solo l'uomo solo muore di miraggi intermittenti [HH] Sto qua a raccontare e raccontarmi stronzate, ma quando è stata l'ultima volta che ho davvero vissuto? Me lo ricordo: è stata la volta che mi sono tuffato dalla barca per arrivare, senza fiato, in spiaggia un'ora dopo. Era l'8 luglio e faceva caldo. Oggi è il 10 ottobre, non fa particolarmente freddo ma di sicuro non fa caldo. Temo di essermi davvero assuefatto al mio lamento. Settantasette euro e un vaffanculo valgono quanto un tuffo dalla barca: devo solo convincermi che l'acqua non è troppo fredda.

"am Ende tut es weh"

C’è un palco, appena illuminato di un fioco rosa che colora le nuvole grigie, su cui infiniti attori recitano ogni giorno un copione spesso già scritto. Le assi scricchiolano sotto i passi di un coprotagonista nervoso e irrequieto, mentre innumerevoli comparse si affannano e si azzuffano, sperando di essere ricordate da un pubblico addormentato. Non c’è tetto, nel teatro, ma la pioggia si trattiene, quasi a voler dare la possibilità agli attori di raccontare la loro storia. È autunno.

carta

La carta è carta. Possiamo scriverci sopra quello che vogliamo, possiamo cancellare, possiamo bruciarla, possiamo ricoprirla di inchiostro, possiamo strapparla, ma la carta resta carta. Quello che scriviamo, d’altro canto, è immutabile tanto quanto la carta, ma non può essere cancellato, bruciato, coperto d’inchiostro, strappato. Possiamo dimenticarlo, ma resta lì. Appoggio la penna un attimo, e mi perdo a pensare ai tuoi occhi.

Polvere

Per arrivare alla cala dove teneva ormeggiata la barca, il viaggiatore doveva attraversare un promontorio brullo e polveroso. Ogni mattina si riempiva di una polvere sottile, che, mescolata al sudore, si appiccicava ai vestiti. Arrivava al mare e raggiungeva la barca a nuoto. Era una piccola barca a remi, grande abbastanza per appena due persone. In effetti, l'aveva costruita apposta per due persone.  Il viaggiatore, ogni giorno, pescava. Pescava col vento, con la pioggia, con la bonaccia o col Sole. Non pescava granchè, anzi, spesso tornava a casa a mani vuote, ma continuava a pescare, come aspettando una preda che non arrivava.  Ogni sera, di nuovo, il viaggiatore attraversava il promontorio e grattava via giornate spesso vuote sotto l'acqua calda della doccia.  Ogni volta, il viaggiatore dimenticava se' stesso aspettando il domani, tra sogni agitati e ricordi di un futuro mai abbastanza chiaro.

Echoes

Il Sole picchia forte, e il viaggiatore si asciuga il sudore dalla fronte. Gliene gocciola un po’ negli occhi, brucia e fa male. La pelle è secca, e il sale ha incrostato i capelli. I fili non si muovono, il mare è piatto come un olio. Fa in tempo ad arrivare il tramonto, con le nuvole rosa appena accennate sul cielo azzurro che arrossisce verso l’orizzonte. Lui torna a casa, stanco. La speranza vorrebbe averla trovata in mare. Apre la porta, si scrolla la polvere di dosso in corridoio e toglie le scarpe. La lampadina di fianco al letto si spegne con un click. “Domani”, sussurra, “domani.” Get your broom and sweep the echoes of yesternight's fallen freckles away!

Matching Mole, #1

Non ricordo il tuo profumo. Vedo le tue forme, sinuose, muoversi e nascondersi negli anfratti più bui della mia memoria: come se fossi tutto ciò che mi trattiene dall'impazzire. Cosa si aspetta, da me, la morte? Che le vada incontro a braccia aperte, forse? Che mi faccia accogliere dolcemente in casa sua? Si aspetta forse che, una volta arrivato, ti baci i piedi con passione, accarezzi i tuoi seni e mi faccia mangiare dalle tue labbra? I più oscuri segreti sono segreti madidi di sudore, assassini della noia e della monotonia, che bruciano vividi nell'oscurità banale del mondo, segreti di sangue sparso, segreti lividi, segreti che capovolgono la realtà e liberano noi, segreti che restano segreti.

alive

Tic, toc, scorre veloce il tempo. Silenziosa, la sabbia precipita verso il fondo della clessidra in giornate che si susseguono grigie. Cerchi la luce a tentoni, sapendo che è lì ma non riuscendo mai a raggiungerla. Poi, inaspettatamente, si accende. Pensieri madidi mi attraversano la testa pulsante, penso, penso, penso che penso troppo e la testa mi pulsa di più, sono stanco, il volume è alto e le luci balenano come locuste solitarie d’estate, un’estate che comunque si nasconde oltre le nuvole grigie, la pioggia fredda e le stufe accese. Ormai nemmeno pensare a Lei mi conforta, tutto mi sembra figlio di una monotonia distruttiva. “HEY, I, BUT, I’M STILL ALIVE!” Una scossa: non saprei nemmeno come definirla. Improvvisamente, capisco e mi sveglio. Improvvisamente, sono di nuovo vivo. Sempre che fossi morto. Hey I, oh, I'm still alive Hey I, but, I'm still alive Yeah I, ooh, I'm still alive grazie.